RIGENERATO AMBRA SEMITRASPARENTE

Trasportiamo la tua merce imballata

Nell’era del digitale, in cui soprattutto dopo l’avvento del COVID-19 il mondo online ha preso il sopravvento su quello fisico, il settore dell’e-commerce è divenuto ancora più fondamentale sia per dare alle persone la possibilità di procurarsi lo stretto necessario, che di concedersi qualche sfizio.

È proprio in quest’ottica che è stata rivista l’importanza da attribuire alle varie fasi che rendono possibile questo servizio, tra cui quella dell’imballaggio.

Il packaging finalizzato alla spedizione

La fase di imballaggio, oggi definita col termine packaging, ha da sempre un ruolo fondamentale non solo per gli e-commerce, ma anche per tutti i negozi fisici e le attività che hanno sempre dedicato o hanno dovuto convertire parte del loro business nella vendita tramite spedizione.

La strategia del packaging sottostà a diverse variabili, in quanto l’imballaggio deve necessariamente:

  • garantire la perfetta conservazione della merce;
  • mantenere un vantaggio economico per non compromettere l’acquisto da parte del consumatore;
  • garantire la praticità nel trasporto.

Evoluzione e ottimizzazione del packaging

Oltre alle varie caratteristiche elencate sopra, proprie del packaging finalizzato alla spedizione, è doveroso tenere conto anche di come la sua funzione di strumento di marketing abbia creato, soprattutto in passato, difficoltà dal punto di vista logistico e di contenimento dei costi.

Il packaging per un’azienda è sempre stato una sorta di biglietto da visita, una parte integrante del brand, pertanto nel corso del tempo si è rivelato fondamentale coniugare questo aspetto con la sua funzionalità.

È proprio da questa urgenza che nasce il packaging da trasporto, pensato e ideato in base alle misure standardizzate stabilite a livello internazionale per ottimizzare i trasporti:

  • misure standardizzate;
  • riduzione dei costi di produzione dei materiali di imballaggio;
  • ottimizzazione degli spazi sui mezzi di trasporto;
  • miglioramento del servizio offerto al cliente.

Il packaging in funzione del tipo di prodotto

Nell’approcciarsi al mondo della distribuzione un’azienda deve quindi porsi diversi interrogativi ed analizzare vari aspetti prima di poter definire la sua strategia di packaging, partendo dallo studio del proprio prodotto.

Se l’obiettivo finale è quello di far arrivare il prodotto nelle mani del consumatore senza alcun danno, vanno valutate attentamente:

  • fragilità, peso e dimensioni del prodotto;
  • tipologia di materiali di imballaggio;
  • modalità efficaci di trasporto del prodotto imballato.

L’importanza del materiale di imballaggio

Ci sono due consigli fondamentali da seguire per ottenere un imballaggio corretto e funzionale, ossia sigillare perfettamente il pacco ed evitare sporgenze di qualsiasi tipo.

Nella lista di materiali di imballaggio che devono essere attentamente selezionati rientrano anche questi accessori: uno scotch resistente e applicato sui punti giusti può evitare che si originino crepe o fessure, così come un contenitore delle giuste dimensioni permette di evitare che qualcosa sporga dal pacco, evento pericoloso soprattutto se si tratta di elementi fragili o infiammabili.

L’importanza dell’imballaggio interno

Fondamentale come la scelta dei materiali è occuparsi dell’imballaggio interno oltre che di quello esterno: se realizzato correttamente, permette di creare una sorta di bolla protettiva attorno alla merce, proteggendola dagli urti.

I materiali più conosciuti e comunemente usati per l’imballaggio interno di prodotti voluminosi e/o pesanti vanno da quelli che sfruttano la pressione dell’aria (pluriball, polietilene espanso), a quelli più leggeri e modellabili (come l’EPS, schiuma in polistirolo espanso), alla semplice carta o cartone (la carta multistrato è invece consigliata se si vuole proteggere la merce anche dall’umidità).

IMBALLAGGIO ANTI URTO

Imballaggi: quanto sono utili?

La funzione principale dell’imballaggio è la protezione del prodotto commercializzato, a partire dalla produzione fino al consumatore finale. L’imballaggio ha diversi aspetti che riguardano altre aree, oltre la componente logistica.

L’imballaggio primario (ed a volte anche l’imballaggio secondario) avrà il contatto diretto con il consumatore finale, quindi sarà progettato anche per garantire un importante appeal dal punto di vista del marketing. Deve seguire anche diversi parametri progettuali legati alle normative vigenti per la compatibilità con il contenuto, per prodotti particolari quali alimenti, o prodotti pericolosi.

Terminologia

Di seguito riportiamo la terminologia utilizzata per definire le diverse tipologie di imballaggi:

  • Imballaggio Primario: Imballaggio destinato a venire a contatto con il prodotto. Viene progettato per essere l’unità di vendita e venire a contatto con il consumatore finale;
  • Imballaggio Secondario: Imballaggio destinato a contenere uno o più imballaggi primari. Questi imballaggi proteggono gli articoli e ne facilitano la movimentazione nei magazzini;
  • Imballaggio Terziario: Imballaggio concepito in modo da facilitare la manipolazione ed il trasporto di un certo numero di unità di vendita oppure di imballaggi multipli per evitare la loro manipolazione ed i danni connessi al trasporto, esclusi i container per i trasporti stradali, ferroviari, marittimi e aerei;
  • Imballaggio completo e pieno: Imballaggio primario o secondario completo di contenuto
  • Unità di Carico: Imballaggio completo e pieno, o insieme di due o più imballaggi completi e pieni posizionati su pallet o comunque su struttura idonea, formanti unica unità per la movimentazione ed il magazzinaggio;
  • Imballaggio da trasporto: Imballaggio completo e pieno con strutture idonee a sopportare le sollecitazioni statiche e dinamiche che si verificano sull’imballaggio stesso durante le fasi di trasporto e magazzinaggio;
  • Cassa: un imballaggio rigido di grande capacità, generalmente di forma parallelepipeda. La cassa può, a sua volta, essere a parerti continue o discontinue;
  • Fusto: Imballaggio indeformabile, normalmente con sezione cilindrica, con un volume uguale o maggiore a 5 litri, costruito con avvolgimento totale e/o a spirale.

Il progettista dell’imballaggio deve tenere a mente diversi aspetti durante tutte le fasi della progettazione, e quindi realizzazione dell’imballaggio stesso.

In conclusione possiamo affermare che l’imballaggio è l’elemento tra i più importanti per l’ottimizzazione dei processi logistici. La dimensione dell’imballaggio è molto importante, e può far risparmiare spazio prezioso sia nel traporto, che all’interno dei magazzini. Gli imballaggi solitamente viaggiano sui pallet. La norma che regolamenta i pallet è la UNI EN ISO 445 2013. I pallet sono solitamente in legno, ma esistono anche in plastica.

Fada Imballaggi: hai un’urgenza con merci da imballare? Rivolgiti a noi

Hai avuto un’urgenza con merci da imballare e non sai a chi rivolgerti? Don’t panic! Noi di Fada Imballaggi siamo qui per rispondere alle tue esigenze!

Noi di Fada Imballaggi operiamo dal 1997 e grazie all’esperienza accumulata negli anni precedenti nel settore commerciale degli imballaggi e da una marcata visione imprenditoriale, la nostra azienda ha subito un processo di forte crescita. Fabrizio e Davide Cozzoli puntano allo sviluppo societario tramite due canali principali: customizzazione e assistenza. Il nostro punto forte è Il cliente: sempre al centro del progetto e grazie ai servizi messi a sua disposizione, sarà seguito nel percorso di scelta e nel post vendita.

Inoltre la nostra azienda segue i principi di innovazione ed inserimento di nuove soluzioni ecosostenibili e che rispettino l’ambiente, che ci permetteranno di collaborare con aziende specializzate e formazione continua della propria rete commerciale.

Perché sceglierci: professionalità, competitività e rapidità

Noi di Fada, producendo e trattando più prodotti ti offriamo il vantaggio di mettere a tua completa disposizione persone altamente qualificate e sempre pronte in tempi brevissimi a suggerirti metodologie d’imballo all’avanguardia e materiali più appropriati per risparmiare tempo e contenere al massimo i costi.

Forniamo ai nostri clienti prodotti e materiali di qualità certa a prezzi veramente competitivi grazie a degli accordi di particolare importanza con i fornitori di materie prime.

Inoltre disponiamo di un parco automezzi proprio, quindi il materiale viene recapitato da nostri dipendenti con le dovute cautele senza passaggi a corrieri e autotrasportatori risparmiando tempo e abbassando l’incidenza dei costi di trasporto.

I nostri servizi

  • Personalizzazione prodotti: La nostra esperienza e il nostro continuo aggiornamento ci permette di cucire su misura il servizio ideale per ogni cliente. La nostra struttura è in grado di sostenere un elevato numero di richieste contemporaneamente proprio per ovviare anche alle richieste dell’ultimo minuto garantendo lo stesso un servizio di qualità che ci contraddistingue;
  • Gestione urgenze: Rispondiamo in tempo reale soddisfacendo in 24h/48h le richieste per materiali standard. La nostra struttura è in grado di sostenere un elevato numero di richieste contemporaneamente proprio per ovviare anche alle richieste dell’ultimo minuto garantendo lo stesso un servizio di qualità che ci contraddistingue;
  • Trasporti dedicati: Non solo imballaggio ma per completare i servizi a disposizione ci occupiamo anche del trasporto. Quantità, tempo, misure… sono tutte caratteristiche che rientrano in ogni trasporto. Per questo abbiamo voluto aggiungere alla nostra rete di servizi anche il trasporto dedicato ad ogni esigenza;
  • Studi imballi personalizzati: Per ottimizzare al massimo il nostro servizio studiamo ad hoc l’imballo ideale per la nostra clientela. Lo studio preliminare dell’imballo è fondamentale per poter poi avere i giusti risultati. In questo modo ottimizziamo il tempo e la qualità del nostro lavoro rispondendo alle esigenze dei nostri clienti.
NASTRO STRAPPING

Nastri adesivi: tutte le tipologie

Sei indeciso sulle varie tipologie di nastri adesivi presenti sul mercato?  Ecco di seguito le indicazioni per scegliere quello che più si adatta alle tue esigenze!

Tipologie di nastri adesivi

Ecco in breve le varie tipologie di nastro adesivo:

  • Nastro magnetico: è adesivo da un lato e magnetico dall’altro. Risulta ideale per chi ha bisogno di creare una piccola striscia magnetica sulla quale poter posizionare memo, foto o piccole calamite;
  • Nastro biadesivo: adesivo su entrambi i lati il biadesivo classico e universale è protetto da uno dei due lati adesivi da una pellicola chiamata liner. È ideale per chi ha bisogno di un prodotto che “incolli” da entrambi le superfici. Esistono nastri biadesivi bianchi oppure trasparenti ognuno specifico per diverse superfici: per specchi, per esterni, removibili oppure permanenti. Le Strisce Command 3M sono particolari strisce di biadesivo specifiche per appendere, fissare, organizzare e cambiare idea ogni volta che vuoi;
  • Nastro da imballo: è chiamato anche nastro “da pacco” ed è adatto per sigillare pacchi da spedire, scatole e buste. È studiato appositamente per poter resistere agli agenti atmosferici, all’umidità, all’abrasione ed è formulato per garantire un’elevata adesione al cartone. Per chi lavora quotidianamente in un magazzino ed ha bisogno di imballare un numero notevole di pacchi al giorno è particolarmente indicato il nastro da imballo silenzioso, cioè quello che ha uno svolgimento che non disturba. In alternativa il classico nastro da pacco è quello a svolgimento rumoroso. Esistono nastri da imballo riciclati che rispettano l’ambiente;
  • Nastro adesivo trasparente: è il classico scotch che usiamo tutti i giorni e che non può mancare sulla scrivania di ciascuno di noi. Anche lo scotch trasparente è disponibile sia a svolgimento silenzioso sia a svolgimento rumoroso, a seconda delle necessità;
  • Nastro in carta: è il nastro realizzato in carta semi crespata specifico per la mascheratura nel settore edilizio, per i lavori di precisione legati a decorazioni e pitture murali che una volta rimosso non lascia tracce;
  • Nastro in tela: è dotato di una trama fitta che consente di riparare, rilegare, bordare etc. Esiste in molti colori: blu, verde, giallo, bianco, nero, rosso;
  • Scotch Magic: è uno speciale scotch che risulta invisibile sulla carta ed ha una superficie estremamente liscia sulla quale è possibile scrivere senza sbavature. È adatta per riparare e sigillare i documenti. Non si secca, non ingiallisce e si strappa anche con le mani per un utilizzo ancora più veloce e pratico.

Macchine paper one o fustella digitale: a cosa serve?

La fustella digitale sta diventando rapidamente il metodo più semplice ed economico per produrre packaging a basso costo. In questo articolo vedremo quindi perché la fustellatura a laser galvanometrico sarà il futuro degli stampati e del packaging.

L’innovazione, anche nel mondo della cartotecnica, ha conosciuto una crescita verticale proprio grazie all’avvento del digitale. Il taglio di scatole, contenitori, cartoline, confezioni e altri formati oggi è ancora più semplice grazie al laser combinato a una fustella digitale.

Cos’è una fustella e quali sono le differenze con una fustella digitale

La fustellatura è il processo di taglio utilizzato per ottenere profili e forme molto precisi da un cosiddetto “foglio tenero”. La fustella è lo strumento che si utilizza in cartotecnica o in tipografia per creare un oggetto sagomato in serie. In realtà è utilizzata anche in settori come la pelletteria o il tessile, ad esempio per produrre etichette per capi d’abbigliamento e magliette.

L’evoluzione tecnologica ha reso sempre più comodo e pratico il processo di fustellatura per chi lavora nella produzione di oggetti in serie. Soprattutto introducendo la possibilità di utilizzare materiali mai considerati prima e modalità di taglio e sagomatura ad alti livelli di perfezione.

Fustella

Come accennato sopra, per riprodurre forme in serie ed effettuare il taglio del materiale si usa la cosiddetta fustella. In origine la fustella era un nastro di acciaio, dotato di un profilo tagliente, sagomato secondo le esigenze di forma. Questo cordone di acciaio veniva poi montato sulla fustellatrice, per procedere con il pressaggio e il taglio.

Oggi la fustella è il sistema utilizzato industrialmente per la produzione di scatole e contenitori in cartoncino, carta, plastificati. Ovvero tutti quei settori in cui è richiesta una riproduzione perfetta e in diverse quantità di un prodotto da comporre successivamente. Ma i metodi di taglio si sono evoluti notevolmente!

Con il tempo, sono stati creati diversi tipi di fustella e di macchinari per realizzare il processo di sagomatura. Oggi si conoscono almeno 4 tipi diversi di fustella e le differenze tra l’uno e l’altro dipendono dal supporto utilizzato per il taglio:

  • fustella piana (o americana), in cui il tagliente è montato su un piano in legno;
  • fustella rotativa, in cui il tagliente è montato su un cilindro in legno;
  • fustella forgiata, in cui il tagliente e il suo supporto sono forgiati in un unico pezzo;
  • fustella digitale, molto diversa dalle tradizionali fustelle, ha un sistema di taglio particolare che ti spiegheremo più avanti.

Che cos’è una fustella digitale

L’evoluzione tecnologica ha portato alla realizzazione della fustella digitale, una macchina che taglia sagome utilizzate in cartotecnica, packaging, calzatura o design partendo da un file digitale.

In sostanza una fustella digitale permette di realizzare scatole, cartoline, biglietti, etichette adesive sagomate tramite l’input ricevuto da un progetto in formato digitale. Con una fustella digitale si può realizzare tutto ciò che è necessario per i lavori di cartotecnica tradizionale, senza l’impiego delle classiche fustelle.

Le fustellatrici digitali o plotter da taglio sono macchine elettriche il cui lavoro è controllato da un software o da “cartucce” con un file precaricato. Per creare una singola fustella si parte da un disegno in formato CAD dello sviluppo dell’oggetto da realizzare, ad esempio una scatola. È possibile selezionare la forma che si desidera, crearne di nuove tramite un software dedicato o acquistare i file di taglio online. Per questo motivo è necessaria una conoscenza base del mezzo elettronico. Per chi lavora nella produzione di packaging, scatole, cartotecnica, e anche particolari design personalizzati, è il metodo perfetto per produrre pezzi in serie di massima precisione.

Grazie all’utilizzo di una sorgente laser CO2 e di una testa galvanometrica che scorre lungo un asse verticale, il movimento della fustella digitale con questo nuovo sistema tecnologico, riesce a incidere, segnare, tagliare in maniera più precisa e veloce.

I vantaggi della fustella digitale a laser galvanometrico

Creare piccole quantità di packaging, scatole, bigliettini, rivestimenti, ecc. diventa molto più vantaggioso con una fustella digitale con taglio laser galvanometrico. Infatti il mercato ha iniziato a richiedere piccoli quantitativi a fronte di una domanda che arriva anche da aziende importanti.

L’eccezionale velocità rende la fustella digitale a laser il sistema perfetto per il futuro della tipografia e del packaging. Si arriva anche a superare di 10 volte la velocità delle fustelle digitali tradizionali su assi cartesiani.

PRINCIPALE FOTO PRODOTTI CARTONE+++

Imballaggi in cartone: quale scegliere a seconda delle esigenze?

Se vi state chiedendo qual è il materiale più indicato per realizzare scatole, la risposta è il cartone. Questo prodotto infatti, grazie alle sue proprietà di resistenza e flessibilità, si dimostra ideale per trasportare o confezionare prodotti in sicurezza. Il cartone è utilizzato in ogni ambito del commercio proprio per la sua praticità, risulta infatti comodo sia durante la fase di trasporto e di immagazzinamento ma è anche un elemento fondamentale per invogliare all’acquisto.

Di cartoni ce ne sono di diversi tipi, non si può ridurne la descrizione ad una sola tipologia. Ogni utilizzo effettivo richiede quindi un certo modello di cartone con determinate proprietà. Il più comune è quello ondulato, ma è frequente imbattersi anche in quello accoppiato. Scopriamone insieme le caratteristiche e le diversità.

Il cartone ondulato

Il “re” indiscusso dei cartoni è quello ondulato. Con questo termine intendiamo un tipo di prodotto semplice ed a basso impatto ambientale, infatti è 100% riciclabile. Questo cartone si compone di due fogli, tenuti uniti da un ulteriore foglio ad onda. L’ampiezza dell’onda può variare in base al livello di resistenza richiesto alla confezione. I tre fogli sono legati tra loro da una colla naturale facilmente biodegradabile. I vantaggi del cartone sono fondamentalmente quattro: la proprietà isolante per proteggere le merci da agenti termici ed atmosferici, la resistenza agli urti, l’economicità e il rispetto per l’ambiente.

Il cartone accoppiato

Questa tipologia di prodotto consiste in una stratificazione compatta di vari tipi di carta. Queste lamine di carta sono quindi compresse a creare uno strato resistente e protettivo. Ovviamente lo spessore può variare e adattarsi al tipo di necessità del cliente. Il cartone per scatole accoppiato risulta altamente resistente all’umidità e strutturalmente solido. Per questo motivo, l’impiego principale che ne viene fatto è il trasporto di prodotti alimentari come frutta e verdura, in generale per tutto il consumo alimentare.

Carta duplex

Largamente utilizzata per la produzione di shopper e imballaggi sottili, la carta duplex (chiamata anche carta Liner) può essere impiegata in più strati per la realizzazione di imballaggi adatti alla spedizione ed alla conservazione del prodotto.

Medium

Come suggerisce il nome, la carta medium viene prodotta con il macero di fibre di “media qualità”. Le sue caratteristiche tecniche possono essere migliorate miscelando amido nell’impasto, così da ottenere un materiale resistente e versatile.

Carta semichimica

Anche la carta semichimica, come la medium, presenta caratteristiche tecniche medie che vengono migliorate durante la fase di produzione, per creare imballaggi ad alta tenuta. Questo materiale, molto diffuso solo qualche anno fa, sta lentamente scomparendo a causa degli alti costi di produzione. Al suo posto vengono impiegate paste ad alta resa la cui lavorazione è molto più semplice ed economica.

Cartone camoscio

Tra le diverse tipologie di cartone da imballaggio prese in considerazione in questo articolo, la carta camoscio è quella con le caratteristiche tecniche inferiori. Si tratta di un materiale realizzato con macero misto di bassa qualità che viene impiegato come foglio teso all’interno delle ondulazioni o come elemento decorativo.

Polistirolo: come nasce questo materiale?

Ogni volta che sentiamo la parola polistirolo la nostra mente corre verso l’idea di un materiale scomodo, tipico degli imballaggi nonché nemico delle pulizie poiché, la sua caratteristica di essere elettrostatico, non permette un semplice eliminazione di quest’ultimo. Vi stupirà pensare che questo materiale, nascosto dietro il nome comune di plastica, viene utilizzato anche per la produzione di altri utensili di uso comune come piatti, bicchieri ed anche come materiale da costruzione.

Storia del polistirolo

Come tutti i materiali, anche il polistirolo ha le sue luci e le sue ombre che meritano di essere descritte. Cosa si intende precisamente con il termine polistirolo? Quale è la storia di questo materiale? Come è stato scoperto? Quali sono gli usi principali? Scopriamolo insieme.

Come spesso accade nella storia della scienza, le scoperte avvengono in maniera inaspettata e senza sapere di trovarsi di fronte a qualcosa di rivoluzionario. Nel caso del polistirolo, la scoperta è attribuita a Eduard Simon nel 1839, lui essendo farmacista si cimentò nell’estrazione di una sostanza oleosa dal Liquidambar Orientalis dalla quale estrasse un monomero noto con il nome di stirolo. Dopo qualche giorno di riposo, Simon notò che il suo stirolo era diventato gelatinoso e pensando erroneamente ad un processo di ossidazione, lo chiama ossido di stirene. Nel 1866 Berthelot dimostra che il processo non è ossidazione, bensì polimerizzazione, da qui il nome di polistirolo.

La chimica del polistirolo

Il polistirolo trae origine, come anticipato, dalla polimerizzazione dello stirene che può avvenire in assenza di inibitori anche a temperatura ambiente attraverso un processo lento e graduale. La reazione è un processo di addizione che può avere inizio da prodotti iniziatori come ad esempio i perossidi o composti in grado di produrre radicali.

La reazione è esotermica e la produzione avviene attraverso l’uso di reattori secondo tre diverse modalità:

  • in massa quando il reattore contiene solo stirene;
  • in sospensione quando lo stirene è mantenuto, tramite agitazione continua, sospeso in acqua;
  • in emulsione quando lo stirene è mantenuto in emulsione attraverso l’uso di prodotti tensioattivi.

Nel corso del tempo la versatilità del polistirolo diventa nota e inizia la produzione e la commercializzazione su larga scala. Le caratteristiche del materiale sono innumerevoli in quanto è:

  • termoplastico, si può lavorare dunque con il calore conferendogli la forma che più si desidera, a temperatura ambiente è trasparente dunque può essere utile per la creazione di custodie o contenitori;
  • impermeabile e leggero tant’è che, quello che nel linguaggio comune si indica con polistirolo, non è altro che polistirolo espanso che viene usato per gli imballaggi e per la protezione di oggetti delicati.

I difetti del polistirolo

Come ogni materiale anche il polistirolo ha i suoi punti deboli soprattutto se utilizzato in grandi quantità. Nel caso del polistirolo infatti, un tema ad esso correlato da non sottovalutare è l’inquinamento, spesso si ritrova in grandi quantità in siti inquinati e il grande problema è che non è biodegradabile motivo per cui resta intatto per decine e decine di anni.

Se è vero che il materiale non è biodegradabile, è vero anche che è riciclabile al 100% e se vi state chiedendo dove si butta il polistirolo, sappiate che il polistirolo utilizzato per gli imballaggi si butta nel secco indifferenziato, mentre il polistirolo per usi alimentari nella plastica. Molto spesso, infatti, senza nominare i grandi danni ambientali, il corretto smaltimento parte dalla quotidianità di ognuno e dalla giusta educazione civica dei cittadini.

PROFILI IN ESPAnSO ANTIURTO

Imballaggi antiurto: quali tipologie

Dì la verità, anche tu ti sei trovato di fronte alla fatidica domanda: “E ora come faccio ad imballare?”, seguita inevitabilmente da “Che materiale utilizzare?”.

Siamo qui per dirti con certezza che esistono svariate possibilità di scelta, che si adegueranno di certo alle nostre esigenze!

Ogni impresa ha necessità diverse, vediamo quindi le tipologie tra cui scegliere in base al materiale e al tipo di utilizzo.

  • Pluriball

Il pluriball, o film a bolle d’aria, è uno dei materiali da imballaggio più noti del settore (insieme al polietilene che vedremo in seguito). Il pluriball è polietilene estruso, un materiale ideale per la protezione della merce dagli urti durante il trasporto; non graffia e non lascia tracce e può essere utilizzato anche come riempimento.

  • Polietilene

Il Polietilene espanso (PE) è una schiuma di polietilene a bassa densità, morbido, non abrasivo, ideale per la protezione di oggetti estremamente delicati e fragili come prodotti verniciati, laccati, esposti a graffi e urti. Sottile e malleabile, questo materiale è facile da utilizzare, ed è ottimo anche nella sua funzione di separatore di pannelli. Inoltre, il polietilene espanso è riciclabile al 100% e si smaltisce facilmente.

  • Cartone e cuscini protettivi

I cuscini in schiuma da imballaggio sono utili per riempire i vuoti all’interno dei pacchi e proteggere i prodotti durante le spedizioni. Il cartone è un altro dei materiali più utilizzati che per le scatole che possono accogliere e proteggere i prodotti durante il trasporto; può essere utilizzato anche come separatore interno andando quindi a creare degli scompartimenti per l’inserimento di più prodotti, mantenendoli divisi e al sicuro da eventuali danni. Sia i cuscini protettivi che il cartone si declinano poi in diverse forme, grandezze e spessori a seconda della necessità.

  • Nastri adesivi e biadesivi

Il nastro adesivo per imballaggio è uno dei prodotti più diffusi tra i nastri adesivi ed è specificatamente pensato per la chiusura, la sigillatura, lo stoccaggio e la spedizione di scatole in cartone e per imballo interno nelle fasi di confezionamento. Lo stesso vale per il nastro biadesivo che però essendo adesivo in entrambi i lati ha delle applicazioni leggermente diverse dal normale nastro dato che entrambi i lati devono essere a contatto con il materiale. Le varietà di nastri sono moltissime, possono variare in colore, larghezza, lunghezza e possono essere personalizzati con il logo della propria impresa.

  • Buste e sacchetti protettivi con diversi tipi di chiusura

Anche i piccoli prodotti o documenti sensibili vogliono essere protetti e, come per tutti gli altri tipi di imballaggio, anche per le buste le varietà sono molte a secondo delle nostre necessità. Le buste imbottite sono buste postali protettive che permettono la spedizione in tutta sicurezza di piccoli articoli. Sono solitamente realizzate in robusta carta color oro/avana, e la protezione interna è comunemente costituita da una barriera a bolle d’aria mentre la striscia di chiusura è auto-adesiva per risparmiare tempo negli indaffarati reparti imballaggio/ spedizione.

  • Film estensibili

Si tratta di un materiale da imballaggio pensato per permettere un perfetto fissaggio della merce sul bancale evitando pericolosi movimenti indesiderati durante il trasporto. Il film estensibile permette inoltre un più facile stoccaggio, una spedizione più efficiente, ma soprattutto protegge i prodotti da polvere, sporco e umidità. Si tratta quindi solitamente dell’ultimo materiale per imballaggio che viene utilizzato andando a fissare per esempio la merce già imballata negli appositi contenitori siano essi di cartone o di altro materiale. Il film estensibile può essere macchinabile, manuale e colorato.

Alcuni dei materiali sopracitati escludono l’uno l’utilizzo dell’altro, se scegliamo il pluriball probabilmente non utilizzeremo contemporaneamente il polietilene, mentre altri lavorano mettendo insieme pluriball, cartone e nastro adesivo che potrebbero essere per esempio uno starter pack per imballaggio.

Hai un’azienda vinicola e hai bisogno di imballaggi per spedire i tuoi prodotti?

Il mercato del vino è in sempre in costante espansione, sia a livello nazionale che internazionale. In quanto tale quindi, organizzare la spedizione di pacchi fragili per l’invio di bottiglie, molto spesso costose e pregiate, è un’esigenza molto diffusa per le enoteche, gli e-commerce, ma anche per le stesse cantine produttrici che si trovano a spedire ogni giorno vari campioni di vino in giro per il mondo.

Andiamo quindi a vedere come poter spedire al meglio il vino ma anche a vedere tutte le indicazioni per spedire singole bottiglie o casse di vino senza incorrere in spiacevoli inconvenienti ed in tutta sicurezza.

Iniziamo con il dire che vi sono dei luoghi comuni, in primis che la sicurezza della nostra spedizione di bottiglie di vino sia strettamente legata alla scelta del corriere giusto. Questo perché, spesso siamo portati a sondare per capire quale effettivamente sia il corriere migliore, ignari del fatto che, il corriere giusto non esiste! Già, esattamente così. Questo perché per uno stesso corriere ci sono filali che funzionano eccellentemente, ma anche altre che hanno problemi più marcati. Ricordiamo sempre che le aziende le fanno le persone reali ed è proprio il fattore umano a determinare il risultato finale.

Smascherato il primo luogo comune, eccone un altro, ovvero che le rotture avvengono sempre nei centri di distribuzione. Ad oggi la tecnologia ha dato una grossa mano ai centri di distribuzione/hub nazionali ed internazionali trattando i pacchi rispetto al passato in maniera molto più efficiente. Semmai le grosse problematiche rimangono legate all’ultimo miglio dove entra nuovamente in gioco il fattore umano. Un singolo pacco all’interno di un furgone può essere maneggiato decine di volte prima della consegna. Più viene maneggiato è maggiore è la probabilità di rottura.

A questo è legato l’erroneo pensiero che le bottiglie si infrangono direttamente sul pavimento. Ma non è sempre così: le rotture avvengono perché le bottiglie urtano tra di loro se non hanno adeguati ammortizzamenti tra loro. In una caduta laterale la bottiglia che si danneggia è quasi sempre quella centrale e mai quella più esposta verso il lato del pavimento.

Cosa fare allora? Di certo, è fondamentale e necessario scegliere un tipo di imballaggio sicuro che sia realizzato totalmente in cartone. Anni fa, l’unico sistema presente sul mercato era costituito dalle classiche cantinette di polistirolo. Per decenni sono state loro a monopolizzare il mercato. Perché scegliere questo tipo di imballaggio?

Di seguito due motivi essenziali:

  • creare uno spazio di ammortizzamento tra le bottiglie e l’esterno sufficientemente adeguato; un sistema del genere sarà in grado di proteggere le vostre bottiglie anche dalle cadute. Avere un imballaggio costituito da semplici pareti di separazione in cartone non produce nessun effetto. Anche se queste sono costituite da un cartone di grammatura importante. Anzi semmai producono l’effetto opposto. Occorre invece avere dei sistemi di ammortizzamento che permettono di scaricare la forza cinetica delle bottiglie in maniera graduale e progressiva;
  • avere almeno 3 punti di ancoraggio sulla bottiglia: è proprio durante una caduta od un urto che le bottiglie all’interno della scatola subiscono delle forti sollecitazioni. Questo comporta che se le bottiglie, come negli altri sistemi, sono “ancorate” solo a due punti (generalmente collo e fondo) questi non sono sufficienti a sopportare le pressioni interne causando la lacerazione degli stessi. Così, una volta che le bottiglie sono svincolate dagli “ancoraggi” le bottiglie sono libere di muoversi all’interno della scatola e con ogni probabilità si romperanno infrangendosi sulla bottiglia vicino.
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Il CONAI: cos’è e di cosa si occupa

Il CONAI, acronimo di Consorzio Nazionale Imballaggi, è un’consorzio privato che opera a fini non lucrativi. Da più di 20 anni circa, a livello nazionale, rappresenta lo strumento attraverso cui i produttori e gli utilizzatori di imballaggi garantiscono il raggiungimento degli obiettivi di riciclo e recupero dei rifiuti previsti da norme legislative.

 

Il CONAI: il contributo CONAI

Il contributo CONAI è una forma di finanziamento con la quale si ripartiscono gli oneri della raccolta differenziata voluti dalle “Norme in materia ambientale” previste dal D.lgs. 152/06. Va versato da tutti i produttori e gli utilizzatori o ai non consorzi alla prima vendita di un imballaggio, anche se riciclato e riutilizzato. Fanno eccezione i prodotti da esportazione. Per calcolare il contributo CONAI da versare bisogna tenere in considerazione i kg di imballaggi e dichiararli trimestralmente. Dal 1° luglio 2021, il contributo da versare per carta e cartone è sceso di 30 euro, dai 55euro/tonnellata agli attuali 25euro/tonnellata. Il contributo CONAI è indicato nell’applicazione IVA della fattura di vendita e va assoggettato alla stessa aliquota di imballaggi o materiali di imballaggio

 

Il CONAI: la differenza con il CO.N.I.P.

Simile al CONAI, vi è il CO.N.I.P. Le funzioni dei due consorzi sono analoghe, ma il secondo è molto più specifico in quanto tratta prevalentemente casse plastiche e pallet in plastica. Il contribuito attuale da versare al CO.N.I.P. ammonta a 0,04Euro/kg per casse e pallet in plastica, di poco più basso dello 0,150euro/kg nel CONAI. Le modalità di versamento e l’indicazione in fattura tra i due consorzi sono uguali.